Il romanzo racconta l’impresa titanica e mai vista prima di andare col treno da un Oceano all’altro. Ma per far andare il treno in mezzo alla prateria serviva il vapore, e per il vapore l’acqua. E la riserva d’acqua, a bordo, finiva presto, e così più o meno ogni ottanta miglia bisognava riempire di nuovo il serbatoio della locomotiva. Ogni ottanta miglia ci voleva una stazione di rifornimento, dunque, ma per farla funzionare ci voleva un operatore, che spesso aveva con sé moglie e figli e magari altri parenti che avevano bisogno di una casa, di una scuola, di una chiesa, di un posto per fare la spesa e via dicendo. Insomma, intorno alla stazione ci voleva una città. Ma nessuno andava volentieri a metter su casa da solo in mezzo alla prateria. La Union Pacific, la compagnia ferroviaria, cominciò allora ad assoldare gente con la parola facile, gente che con le parole ci sapeva fare, che con le parole ti incantava, e chiese a questi tizi di convincere gli avventori dei saloon ad andare a ovest, verso il “Selvaggio West”, ad abitare terre “nuove e fertilissime”. Il romanzo è una metafora del raccontare per alimentare i sogni e realizzare grandi imprese. È in fondo una storia vera, epica, la storia della costruzione della prima ferrovia americana.



Età: 12+

Brossura
Pagine: 44
14 x 19,5 cm

Autore: Antonio Ferrara

Illustratore: Iacopo Bruno

80 miglia

€11.00Price

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